Per il mio compleanno ho chiesto a parenti e amici di non regalarmi niente, né oggetti né soldi. È un anno in più che passa, perché dovrebbe essere motivo di felicità?! Io quando è il mio compleanno mi faccio autoregali, sì, ma di consolazione. Comincio ad andare verso la fase delicata nella quale iniziano a spuntare le prime rughe e, con esse, i primi segni dell'età che avanza: dicono che non si dovrebbe ridere per avere il volto perfetto, ma no, a ridere non posso proprio rinunciare.

Insomma, da qualche anno a questa parte ho preso l'abitudine di regalarmi qualcosa ogni anno. Ho un salvadanaio apposito nel quale, ogni giorno, metto un euro o più: è il mio fondo regali, col quale mi ci sono comprata l'iPhone e l'iPad di ultima generazione negli scorsi due anni. Quest'anno devo dire di non essere stata brava, ho accumulato pochissimi risparmi quindi il mio autoregalo di consolazione sarà poco tecnologico, ma piuttosto utile.

Sto già dando un'occhiata online per trovare qualcosa che mi serve, di utile e funzionale, per il momento sono orientata verso un asciugacapelli nuovo, possibilmente con ionizzatore, e una piastra a vapore, di quelle nuove con tutti i prodottini utili per migliorare i capelli. Ho visto che c'è un'offerta per un modello e quasi quasi potrei iniziare a svuotare il salvadanaio.

Sono giorni che mi studio i migliori asciugacapelli senza però arrivare a una conclusione molto ottimizzata. Ne vorrei uno piccolo e buono anche per i viaggi, ma potente con motore AC da almeno 2000 Watt, con cavo lungo e quattro velocità. Ma purtroppo quelli da viaggio, così, non esistono, quindi o cambio l'autoregalo di consolazione, o ne scelgo uno buono, ma non proprio piccolissimo e al massimo me ne prenderò un altro nel futuro prossimo, solo per viaggi, palestra e quant'altro.

Sono all'alba della fine di un week end anonimo che non mi ha entusiasmata parecchio, a essere onesta. Non ho fatto assolutamente niente di quello che avrei dovuto o voluto fare, ho oziato molto – è  il mio peggior vizio – e mi sono abbuffata di serie TV, ingozzandomi anche a volontà di innumerevoli schifezze.

Ieri sono andata a fare un giro al supermercato della mia città con mia madre, che doveva fare la spesa. Adoro andare a far la spesa con lei, praticamente la faccio anche per me ma non devo sborsare un singolo centesimo! La mia dispensa, poi, iniziava a piangere miseria e aprendo il frigorifero ci si trovava di fronte a una valle di disperazione, vuoto e lacrime. Un povero yogurt, da solo, se ne stava su un ripiano in attesa di essere mangiato o di scadere, e ora che ci penso forse dovrei controllare se sia ancora buono.

Ora è tutta un'altra storia. Ho dovuto ripagare il mio pegno seguendo mia madre nella febbre da offerte: al negozio interno al centro commerciale di elettrodomestici voleva comprare una macchina a freddo per fare i pop corn, solo perché anziché essere a prezzo pieno costava molto meno. Mamma, ma i pop corn li mangi o no? La sua risposta, un ingenuo no, le è servita da prova evidente per capire quanto le potesse servire quell'attrezzo.

Poi al negozio di mobili voleva vedere i materassi in offerta, ho provato a farle capire e ricordare che da poco ha rifatto la sua camera da letto, ovviamente ha ricomprato tutto, dai mobili al materasso in sé. E anche lì sono riuscita a farla desistere.

Purtroppo non sono riuscita a tenerla alla larga dal negozio dedicato al fai da te, è riuscita a comprare un barbeque in offerta, di quelli giganteschi da film americani. Penso con un coso del genere ci potrà grigliare carne in abbondanza per tutto il mio quartiere!

Stavo riflettendo sui sogni che facevo da bambino, quando immaginavo come sarebbe stato il futuro. Ammetto di essere sopravvissuto anche a un paio di fini del mondo (quella del 2000 e quella del 2012), un'esperienza che mi permetterà di raccontare ai miei nipoti quanto siano state tremende quelle ore di attesa verso la mezzanotte.

Il futuro descritto dai film ha poco a che fare con quello che stiamo vivendo. Ecco, questo è il punto: avete presente le rappresentazioni cinematografiche che vedevano il futuro come un mondo fatto di astronavi, robot e molte altre diavolerie? Siamo proprio sicuri di esserne così tanto lontani?

Per fortuna, almeno in quanto ad abbigliamento, sembrerebbe proprio che l'argentato e il fosforescente non siano più di moda – almeno dagli anni '80 – quindi un tipico clichè di chi ha provato a immaginare questi anni può essere spuntato dalla lista delle Caratteristiche del futuro immaginato. Però i robot cominciano a farsi strada e ad essere davvero tra noi.

Non parlo solo dei robot che parlano e fanno ragionamenti quasi umani, dotati di razionalità ma anche di una sorta di sfera emotiva che li caratterizza come simili a noi. Parlo dei robot che utilizziamo tutti i giorni senza neppure rendercene conto: ormai in moltissime case italiane sono presenti i robot aspirapolvere o quelli che lavano il pavimento. Ricordo un amico di mio nonno che, esaltatissimo, lo invitò a casa sua per fargli vedere il robot che tagliava da solo il prato e che, quando aveva finito, tornava alla propria casetta per ricaricarsi e “riposarsi”.

E pensare che ai tempi di Emilio il Meglio, quel robot giocattolo che vagava nelle stanze di molti ragazzini, mi sembrava di essere già su un altro pianeta. Questi, signori, sono i veri robot, questo è il vero futuro, il futuro è quello che stiamo già vivendo.

Una domanda, però, sorge spontanea: dove diavolo sono le astronavi?!

Oggi è stato il mio giorno libero, il ristorante nel quale lavoro aveva il giorno di chiusura e così ho potuto dedicarmi alle mie cose. Come ogni giorno di chiusura, l'attività che preferisco fare è dormire fino a un orario abbastanza decente, per riprendere un po' le energie e fare il carico di sonno, anche se stamattina avevo delle commissioni da fare quindi verso le 10 mi sono alzata.

Una bella colazione, che posso permettermi di fare quando non devo andare a lavoro, e un bagno con qualche sale rilassante, con tutti i miei trattamenti di bellezza come maschere per il viso e per il corpo che amo alla follia. Avevo, però, da raggiungere un negozio in centro dove avevo portato a riparare il mio ferro da stiro con caldaia, chiudendo alle 12:30 ho dovuto un po' sbrigarmi per non rischiare di trovarlo chiuso.

Visto che sono arrivata a ritirarlo praticamente per l'ora di pranzo, ho deciso di fare un salto al centro commerciale per fare la spesa, un po' di shopping e per pranzare. Ho scelto di andare al ristorante giapponese, una bella porzione di sushi non guasta mai; soprattutto io lavoro in una trattoria, per cui sono abituata a mangiare dell'ottimo cibo italiano tutti i giorni, viziarmi con un po' di oriente mi piace quando posso.

Dopo aver mangiato (non mi sono fatta mancare neppure il dolce) ho fatto un giro per i negozi, avevo qualche vestito che mi era entrato nel cuore l'ultima volta che ero stata al centro commerciale, per cui ho deciso di togliermi qualche sfizio. Avevo bisogno, poi, di un po' di trucchi, principalmente correttore e fondotinta dato che i miei carissimi e amatissimi li avevo dimenticati aperti per un giorno e quindi erano, ormai da buttare.

Ho fatto poi la spesa al supermercato, avevo da prendere giusto l'indispensabile per la colazione dato che pranzo e cena di solito li faccio al ristorante, e sono poi tornata a casa. Ora una bella cioccolata calda prima di andare a letto non me la toglie nessuno, oggi è stata proprio una giornata per me, interamente dedicata a me e sinceramente ne avevo davvero molto bisogno!

Ieri ho avuto la visita che avevo prenotato giorni fa dall'ortopedico: il problema mi stava iniziando un po' a preoccupare ma soprattutto mi aveva infastidito fin troppo. Il mal di schiena lancinante! Per fortuna dalla visita è emerso che non ho niente di strano, né ernie né cose di questo genere, ma il medico mi ha un po' brontolato per la mia postura.

Mi ha fatto fare un test per valutarla e mi ha detto che da questo punto di vista è un disastro, che devo correggerla subito, mi ha tappezzato di domande come se fosse un interrogatorio. Prima mi ha chiesto che lavoro faccio, sono un grafico quindi passo la mia vita alla scrivania di un ufficio a scontornare sedie ufficio o borse donna, quando mi va bene (quando mi va male è il giorno della nuova collezione di scarpe. Alla fine non voglio neppure sentirla pronunciare, la parola “scarpe”). Poi mi ha di nuovo fatto la ramanzina perché non sono sportivo, non mi muovo, non faccio niente per stare in forma.

Avrei voluto dirgli “Dottore, è già tanto se la sera torno a casa e non mi addormento sulla scrivania a lavoro!”, ma mi sono morsicato la lingua. In sostanza mi ha prescritto un altro appuntamento con uno specialista posturale, per correggermi, e mi ha detto che devo cambiare le mie abitudini, iniziare a fare sport, giuro di avergli sentito dire la parola yoga.

Io sono una tavola di legno, quando ha detto yoga ho sentito ogni tendine, muscolo e osso rabbrividire! Ma ci proverò, qui nel mio quartiere stanno per avviare dei corsi di yoga, dicono che faccia bene, che faccia riposare e stendere tutto il corpo e che aiuti a dormire. Al massimo andrò a lezione per una pennichella extra, il corso fortunatamente è gratis quindi potrei anche sfruttarlo veramente per recuperare ore di sonno preziose!

Oggi sono andato in un fornitissimo negozio di elettronica con la mia compagna.
Visto che conviviamo da poco tempo e per ora non abbiamo intenzione di sposarci, ci serve qualche elettrodomestico in più. Non avendo affrontato un matrimonio, non abbiamo avuto una lista nozze e gli elettrodomestici che ho in casa, quando ero solo bastavano, in due non bastano più. Quindi bisogna provvedere da soli con i nostri risparmi. Ma di certo questa cosa non ci pesa perché comunque acquistare elettrodomestici funzionali al nostro bisogno è sempre una cosa utile.
Nello specifico ci serviva un frigorifero più grande perché la spesa degli alimenti si è ovviamente raddoppiata e il frigo che avevo prima era veramente piccolissimo.
Ora l’ho portato giù in garage per metterci a fresco le bibite per dissetarmi quando faccio dei lavoretti col legno dando sfogo alla mia creatività nel tempo libero.
Il nuovo frigorifero l’ho messo in cucina.

Dicevo dunque che oggi sono andato in questo negozio di elettrodomestici con la mia compagna.
Siamo entrati e ci siamo diretti subito verso la zona dei frigoriferi.
Abbiamo dato un’occhiata a questi vari prodotti di qualità, girando tra numerosi freezer, chiedendo consiglio anche al commesso preposto che ci ha illustrato chiaramente ogni caratteristica e funzionalità.
Abbiamo ponderato molto bene la scelta nonostante ci trovassimo di fronte a tanti prodotti di qualità, probabilmente tutti perché in quel punto vendita ogni prodotto è di qualità elevata.
In passato ci ho comprato un forno e un televisore al plasma. Mai un problema di funzionamento, mai un problema con gli accessori. E prima che perda colpi per l’usura, di tempo ne dovrà ancora passare. Ora non ricordo quanti anni fa comprai questi due elettrodomestici, non posso quantificare, però ne sono passati di anni ed ancora funzionano bene.
Magari è stata solo fortuna però due indizi, di solito, fanno una prova.

Alla fine abbiamo scelto il frigorifero che fa per noi. A dir la verità l’ha scelto la mia ragazza. Non ho più libertà di scelta come un tempo. Però va bene così.
Una volta scelto, siamo andati a compilare i moduli per il trasporto a domicilio. Ce lo avrebbero consegnato in serata.
Ho pagato un acconto e, prima di tornare a casa, ci siamo fatti un giretto tra gli scaffali e gli elettrodomestici del grandissimo locale.

Televisori, cellulare, forni, tritatutto. Svariati oggetti grandi e piccoli. I migliori frullatori in commercio, i microonde, le macchinette per l’espresso. Tutto di alta qualità.

Con la mia compagna ci siamo ripromessi che a breve avremmo comprato anche qualcos’altro. Un condizionatore per esempio.

Finito il giro siamo tornati a casa in attesa che ci venissero a consegnare il frigo.

Poi i facchini sono arrivati e hanno trasportato il frigo fin dentro casa e ce l’hanno montato.
Ho pagato la somma restante e gli ho chiesto se avrebbero potuto aiutarmi a portare il vecchio frigo in garage. Sono stati gentilissimi.

Li abbiamo salutati ed ora, con la mia ragazza, ci godiamo il nostro nuovo frigorifero.

Ho dei capelli orrendi.

Sono lunghi e mi si arricciano. Non riesco a mantenerli lisci. Neanche con una semplice piastra.
Magari se vado dal parrucchiere me li faccio aggiustare.
Oppure me li faccio lisciare per bene dato che lui ha una piastra per capelli professionale; ovviamente migliore di gran lunga di quella che ho io. Che poi sarebbe di mia sorella, ma la uso anche io.

Forse addirittura sarebbe meglio invece andare dal parrucchiere per farmeli tagliare totalmente i capelli. Cioè, non proprio totalmente, ma almeno un po’. Magari passare ad un altro look diverso da questo che ho ora con i capelli lunghi. Magari farmi tagliare i capelli un po’ più corti, senza esagerare, ma renderli decenti. Più che altro mi basterebbe renderli pettinabili che non mi costringano a stare in bagno con la spazzola che passa da una mano all’altra e un po’ di acqua ad aggiustare un ciuffo ribelle qua ed un altro che si ribella di là.
Che poi sembra che i capelli me lo facciano apposta ad andare a male.
Sistemo una parte e se ne scompiglia un’altra.
Non raggiungo mai una pettinatura accettabile e alla fine finisce che me ne faccio andare bene una che sia la meno peggio, anche perché ad un certo punto perdo la pazienza.

Va bene, ho capito che non posso continuare così, non posso provvedere da solo. Allora è il momento adatto per ricorrere dal parrucchiere.

Lui saprà cosa fare. Sicuramente meglio di me interverrà e porrà rimedio a questo look impresentabile.

Almeno poi potrò fare due chiacchiere con lui e con gli altri clienti che frequentano il salone. E ce ne sono tanti perché l’abilità del parrucchiere dove vado a fare i capelli è palese ed indiscutibile e i tanti clienti, appunto, ne sono ulteriore conferma.
Infatti mi toccherà prenotare prima di andare. Magari un posto al volo me lo trova subito oggi, tra qualche ora. Ma ci credo poco.
Probabilmente dovrò andare o mattina o pomeriggio di domani, se non di dopodomani, se sono fortunato. E spero di esserlo.
Nel weekend lo escludo già, seppur siamo solo a martedì. Una volta nel periodo di Natale ho dovuto prendere appuntamento la settimana successiva quella in cui avevo chiamato per prenotarmi. E anche in quel caso avevo telefonato solo di martedì. Sono andato nel salone a tagliarmi i capelli il martedì successivo.
Certo, stavolta non ci sono festività di mezzo.
Le ferie del parrucchiere sono lontane.
Quindi magari riesco a cavarmela bene, riuscendo a prendere appuntamento tra un paio di giorni.
Giovedì o venerdì sarebbe perfetto.

Va bene, vado a telefonare al parrucchiere.

Il prestito veloce è una soluzione che permette a utenti in cerca di liquidità di riceverla in pochissimo tempo e che non necessita la presentazione di un progetto per poterlo ottenere. Non è necessario, in parole povere, spiegare il motivo della richiesta di denaro, il cliente che si rivolge a una banca o a un ente finanziario potrà spendere il credito liberamente. Il contratto, quindi, si stipula direttamente con l'ente erogatore, senza bisogno che fra le due parti vi sia un mediatore; i prestiti erogati sono solitamente abbastanza piccoli, diciamo che hanno spesso e volentieri un tetto massimo di 10.000 Euro.

Una delle cose migliori di questa tipologia di prestiti è di non avere a che fare con la burocrazia logorante, il denaro può essere ricevuto in poco tempo, in un massimo di 48 ore. Ovviamente ogni istituto di credito considera l'affidabilità del richiedente, prima di erogare la somma – qualunque essa sia. Per prima cosa viene controllata ogni lista delle Centrali Rischi, dove vengono riportate le segnalazioni per clienti non paganti (cattivi pagatori) o ritardatari. Una volta appurato che il richiedente ha tutte le carte in regola per avere accesso a un prestito, allora si procede alla stipulazione del contratto. Un'altra cosa fondamentale è la presenza certificata di un reddito fisso, a cadenza mensile, sulla quale l'ente erogatore può fare affidamento, ovvero stare sicura del fatto che il proprio cliente avrà ogni mese la somma di denaro necessaria per estinguere il proprio debito.

Ognuno dovrà presentare, dunque, la propria busta paga di un lavoro a tempo indeterminato, e con un'anzianità lavorativa rassicurante, o la pensione. Se tutte queste caratteristiche e richieste saranno soddisfatte, in 48 ore al massimo si avrà accesso alla somma di denaro necessaria. Ovviamente se la cifra richiesta è molto alta, la banca o la finanziaria potrebbe aver bisogno di qualche garanzia in più; in questi casi si ricorre alla cessione del quinto dello stipendio, che garantirà un'entrata fissa mensile e rateale a chi eroga il prestito, o alla garanzia fornita da una terza persona, la quale si prenderà carico di restituire la cifra richiesta, nel caso di inadempienza da parte del cliente.

Sconsigliamo, in ogni caso, di richiedere somme troppo elevate a enti finanziari con formula prestito veloce, per prima cosa perché, a quel punto, ci troveremo alle stesse condizioni di un prestito personale normalissimo, secondariamente maggiore è la cifra richiesta, maggiore è la possibilità che l'ente erogatore rifiuti la richiesta.

Un vero e proprio fenomeno ha colpito il mondo intero: parliamo della barba, nuovo accessorio, è il caso di dirlo, per la moda maschile. Basta un semplice rasoio elettrico e un po' di precisione, oltre a una buona dose di manualità, per poter sfoggiare una bella barba curata e in perfetta sincronia con la moda 2015: la febbre della barba ha colpito proprio tutti, dai ragazzi che quotidianamente camminano per le strade delle principali città italiane, alle star di Hollywood. Chiamiamoli hipster, chiamiamoli modelli, ma le impronte lasciate da Etro, Hermés o Eemanno Scervino hanno davvero lasciato il segno. La particolarità e la motivazione legata al perché sempre più ragazzi si lasciano crescere una bella e folta barba sta sicuramente nell'impronta di mascolinità che questa dà immediatamente al viso: sia nel mondo elegante del business che nel mondo più semplice del casual, i volti ricoperti di un bel manto curato, sono sempre più frequenti da notare. Sembra che per questo 2015 il trasandato, però, non sia più tanto di moda: il leitmotiv principale che accomuna hipster e non alla scelta di indossare una bella barba, è semplice stile e gusto. Bastano pochi accorgimenti per essere perfettamente alla moda: occorre, soltanto, spuntare di tanto in tanto la propria barba nella lunghezza e per quanto riguarda la parte relativa alle basette, non più tanto in voga.
Quali sono, dunque, i tagli di barba piena, lunga e folta più in voga per l'anno nuovo?

Barba lunga, barba folta

La barba lunga e piena dà un immediato senso di maturo e affascinante: da Jude Law a Hugh Jackman, la conversione è avvenuta in maniera repentina. Il trucco per avere sempre una bella barba curata sta nel contenere una lunghezza troppo trasandata spuntando con il rasoio elettrico, utilizzando, dopo il lavaggio, un buon balsamo e dare una bella pettinata di frequente.

Barba folta, barba corta

Una delle varianti più amate di tagli per la barba – in special modo apprezzate dalle donne – prevede di mantenere sì una barba folta, ma spuntata nella lunghezza: da Di Caprio a Jared Leto, anche questo taglio ha avuto un bel successo anche nel mondo dei Divi. Anche in questo caso, tuttavia, è molto importante curare adeguatamente con un buon rasoio elettrico la barba: no al trasandato, sì al curato!

Barba corta, barba incolta

Forse con il rasoio elettrico abbiamo esagerato un po' troppo: il risultato? Una barba molto corta e un'idea molto vaga del taglio finale che vogliamo ottenere. Niente paura, lo stile migliore, in questo caso, diventa un bellissimo e sensuale incolto, che sia comunque curato nei baffi e nelle basette. Questo stile è adatto, in particolar modo, alle persone con un mento abbastanza importante.